27 dicembre, 2006






RANDAGIO



Un randagio!
Senza fissa dimora......
non un ruolo per Me,
non una responsabilità.
Non c'è costo e
non ho un “prezzo”.......
Perfetto nell'essere “nessuno”,
non ho un volto;
“Io” sono “il Volto”.
Tu!
Tu e la tua...importanza;
tu e il tuo mendicare solo,
per uno stipendio!
“Io” sono “il mio Stipendio”
Sanno dove sei....
Sanno dove trovarti e
in ogni momento, come redimerti!
Le loro armi: il tuo status,
la tua ricchezza.
Benvenuto nel mondo dei “sistemi”!
“Io”: sono il “randagio”,
seguo la scia dei tuoi avanzi,
seguo i messaggi dei tuoi discorsi e....
vivo ai “margini”.
Non una scuola per Me.
Non un confine o.....un bordo.
Creo la mia dimensione e....
la “vivo”.
Creo la mia cultura e.....
la respiro!
Sono l'unico “nemico” che ho
perché Dio può solo....amarmi.
Sono un “randagio”!
Non ho un'origine
e non una destinazione.
Sono un randagio e non ho “orma”.....
Non mi......catalogherai!
by Gerico

21 dicembre, 2006






Briciole


..la coscienza consiste nell' accorgersi di non essere artefici del proprio destino su di una particolare scala. Forse i sogni, l'amore, l'odio e persino la vita sono pacchetti preconfezionati che vengono gradualmente rilasciati in modo da mantenere un equilibrio globale.

In "Briciole" si denunciano tutte quelle situazioni create ad arte come ad arte è la creazione di alcuni proverbi di origine pseudo-contadina: "meglio un'uovo oggi che una gallina domani...." Il principio dell' "accontentarsi" (sacro e cattolico) e assolutamente non inviso dai nostri politucoli, che hanno fatto in modo che noi "poveri piccioni" ne facessimo un modello di vita, ricca di contenuti e morigerata nelle pulsioni, ha di falso le intenzioni: la gallina "deve" essere salvata perchè qualcun'altro se la possa mangiare..... Siamo solo dei piccioni che servono solo perchè votano. Siamo anche dei coglioni perchè non ci siamo ancora resi conto che la ricchezza è un mucchio che altri si pappano da noi stessi legittimati......e mentre ci rubano l'anima....noi continuiamo a cibarci delle sole uova!

Ascoltalo

17 dicembre, 2006






L'alter ego che colpisce... ancora...

Qualche giorno fa il mio alter ego, Pippuzzo studioso, ha passato l'esame per l'ammissione al dottorato di ricerca all'Università di Urbino.
Fatemi i complimenti!!! :-)

A questo punto mi chiedo se tutto, fra Moovida, impresa e i prossimi tre anni dedicati anche al dottorato abbia veramente un unico filo conduttore... immagino di sì, ma fatico a trovarlo... e se invece fosse semplicemente un insieme di vaneggiamenti alla ricerca di un qualche sacro graal? O magari una scusa per coprire un mio disadattamento sociale... chi può dirlo?

Comunque sia, la certezza di essere un Moovida permane... e la scelta di parole non e' casuale...



All'alba del decimo anno di Moovida (11111001101 - 11111010111) uno certi dubbi non li ha più.

Per la lettura dei numeri vi do un aiutino:
Il mondo è diviso in 10 tipi di persone: quelle che sanno leggere il codice binario e quelli che non ne sono in grado. :o)

14 dicembre, 2006






Bush pagherà mai



Ave, gaio visitatore.


Oggi i Moovida si sono incontrati per lavorare sui loro pezzi più recenti. Devo dire che riusciamo sempre a stupirci della nostra voglia di fare musica e di ballare con la musica che facciamo. Il “ritmo” è la lingua degli Dei. E' il modo più naturale con cui dialogare con Dio e con gli altri. E' il movimento sinuoso di un corpo femminile le cui forme armoniose sono la dimostrazione della generosità, dell'abbondanza che il creato ci offre.


Dopo prove, cena a base di kebab dal nostro amico turco. Birra, kebab,birra,kebab ancora birra con tre amari e caffè e si comincia a parlare di massimi sistemi. Dopo una prima sfuriata amareggiata di Mr. Pypo sul menefreghismo dei “burocrati”, cui non frega una minchia di tutto ciò che riguarda il lavoro altrui e l'altrui sopravvivenza, arriva la domanda sibillina di The Rolands:
- “...pensi che quelli come Bush pagheranno mai per quello che hanno fatto e faranno?”
Mr. Boerna : “...purtroppo penso che Bush e quelli pari a lui siano: il SISTEMA e non esisteranno “mai” tribunali per loro!”.


Il sistema, sempre il sistema e ancora il sistema. Ma ci libereremo mai da tutto ciò?
Per fortuna ci sono le donne e le loro curve!
Ti ascolto gaio visitatore...

09 dicembre, 2006






Moovida @ FF - dicono di noi

La rivista FF ha scritto una recensione per In coda al purgatorio:


L'immagine è stata mantenuta a una risoluzione adatta alla lettura, pena la dimensione del file che è di 1.6 megabyte.

L'articolo è scritto in tedesco, ma chi non lo conosce non si preoccupi, Mr.Boerna ha promesso che ne avrebbe fornito la traduzione entro breve. Quindi, stay tuned!

07 dicembre, 2006






Politici(Moovida)

"La politica è il gioco degli adulti che non sono mai stati bambini."

"Non puoi sorprenderci, né puoi combatterci. Sei stato tu a darci il potere, ora... arrangiati!

Che dire di questi meravigliosi "anfitrioni", che non sia già stato detto? Meditate ma......il sistema non fa altro che alimentare sé stesso e noi ne siamo parte.

Ascoltalo

03 dicembre, 2006






È tutto un film


I Moovida hanno cominciato a muoversi nell'intricato universo della ricerca di una produzione.
Siamo partiti dagli indirizzi scovati sulle riviste musicali, che per lo meno ci offrono un panorama attuale di etichette che effettivamente stanno lavorando e soprattutto cercano visibilità.

Abbiamo potuto notare, e la cosa ci “conforta”, che il sistema risulta più complesso di quello che ci si potrebbe immaginare, dato che il panorama è caratterizzato da veri e propri “gruppi” di collaborazione. Vale a dire che oggi è più frequente trovare una etichetta discografica anche “minore” che si lega ad un universo di altre attività nel panorama musicale come: negozi on line di vendita dischi, negozi di abbigliamento del settore, radio, riviste on line, ecc...
Il fatto ci conforta perché effettivamente nelle realtà più piccole si può pensare ad una attività condotta quasi a livello famigliare, con obiettivi e orizzonti a livello umano.

Comunque noi non disdegniamo nessuno, grandi e piccoli, anche perché non abbiamo timori reverenziali di sorta. Non abbiamo “Dei” e soprattutto non abbiamo “idoli”. Quello che degli uomini hanno creato, altri possono distruggere o ricostruire!
Tutto, quindi, una volta che cominci ad entrare nei meccanismi più reconditi dei sistemi, si fonda su semplici “scenografie” che possono essere riscritte di volta in volta a seconda delle esigenze del momento e che sono state messe in piedi per le ragioni più disparate: chi voleva dire qualcosa facendo qualcosa, chi voleva fare qualsiasi cosa per avere visibilità, chi voleva fare qualunque cosa per sbarcare il lunario, chi invece voleva “semplicemente” in mano i “destini” di altri.
Tutto ciò che gravita attorno alla musica, quindi, non ha nulla a che vedere con le esigenze di una “pseudo-missione apostolica”, come non lo è, del resto, il semplice fare musica. Voglio dire che il mettere assieme più ingredienti ha uno scopo se vuoi fare una minestra, altrimenti rimangono solo una raccolta di ingredienti!

A proposito se qualcuno di voi, gai visitatori, avesse da proporci qualche indirizzo, lo faccia.

Ave gai visitatori e... non siate “ignavi”!

Mr. Boerna

29 novembre, 2006






Il politico di turno

“ Ah! Be! Quello che è in superficie lo vedo anch'io!”


E' la quanto mai enigmatica frase con cui ha esordito, in tutta la sua grassa ignoranza, il politico di turno in un certo posto, ad un certo momento.


Mi sapete dire voi che senso ha questa frase?


Che forse questi grassi buoi abbiano capito e scoperto che tutto quello che sta sulla “superficie” sia esattamente ciò che “appare”?

Che forse a questi grassi buoi convenga valutare solo la superficialità delle cose, visto che per deformazione professionale l'unica cosa che sanno fare o che riescono a fare, è di stare “sempre” in superficie (a galla)?


Chi saremmo oggi o dove saremmo, se i grandi della storia ( filosofi, fisici, scienziati, condottieri ecc.) si fossero fermati alla superficie delle cose?


Che piccole menti standardizzate! Pensate poi, che questi grassi buoi, brillanti solo nel saper far nulla, sono gli stessi che definiscono i programmi scolastici ed in genere i principi generali dell'istruzione........

Pensate se Einstein invece di essere un genio, fosse stato un semplice, pingue, incosciente, piccolo e stupido uomo politico dei giorni nostri?

Inoltre questi grassi buoi, tanto cattolici e religiosi per convenienza politica dovrebbero sapere che la fede stessa non presuppone il fermarsi alle apparenze, alla superficie delle cose!


Il problema forse sono proprio: i grassi buoi!

Il problema forse è che oggi la tendenza è quella di adeguare il mondo

all'immenso tenore intellettuale dei grassi, grassi buoi.


Quando smetterete di ingozzarvi di laido interesse?


Non ci interessano le vostre opinioni e comunque non dateci i vostri consigli, anche perché voi grassi buoi non siete più in grado di combattere nella vita reale che è solo, ormai, affar nostro............


Ave oh gaio visitatore!








Vuoi essere me (Moovida)

Bisogna aver timore degli specchi. Negli specchi sono riflesse cose che l'uomo non sa scorgere ad occhio nudo. Gli specchi succhiano all'uomo tutto il suo midollo. Il riflesso sei tu ed il tuo contrario e... diventi zero.

L' introspezione del testo emerge dai continui riferimenti al buio, alla solitudine, al freddo come riflessi di immagini provenienti dal di dentro. Ma la solitudine di cui si parla, non e` una solitudine esplicita, ma quella di chi sa astrarre dalla realta` visioni non comuni. E' una visione irreale coome quella di chi si guarda allo specchio e... non si riconosce.

Ascoltalo

28 novembre, 2006






Le madri di Avalon


Ridatemi “Avalon”!

Rivoglio le sacerdotesse di Avalon.
Rivoglio colei che non aveva timore delle sue nudità.
Rivoglio la madre di tutte le madri......
madre dell'uomo e sorella della terra.

Voglio poter riposare nel suo umido e morbido grembo
e lo voglio quando voglio.

Ridatecele....
Ridatemi Eva, ridatemi Lucy!

Avete nascosto alla terra il suo essere più puro,
il suo germoglio sempreverde.
E la Terra sanguina........
E voi spettri neri, a mani giunte e in un sussurro:
“l'ha voluto DIO!”

Mi avete tolto .......la frescura d'estate....il tepore invernale.

Mi avete chiuso in una “spelonca”umida e fredda a parlar di
morte!

Mi avete forgiato un'arma perché mi pugnalassi.....
Mi avete convinto, costretto, ad uccidere i fratelli
donati alla terra dalle madri di Avalon:
“alla Natura per la Natura”.

Ma ora Io la rivoglio:
voglio il verde dell'erba;
voglio il blu del mare
voglio l'azzurro del Padre......

Rivoglio mia sorella.....la madre di tutte le madri
tutte le madri.......di tutte le madri.......

Ave gaio visitatore Mr. Boerna

25 novembre, 2006






L'incubo di Darwin

Ho visto questo film e ne sono rimasto sconvolto... sto ancora cercando di capire se devo o meno ringraziare Silvia per averlo acquistato.
Vi riporto alcune parti dalle note dell'autore, Hubert Sauper, forse a qualcuno verrà voglia di vederlo:






Il cuore del mondo.

La regione dei Grandi Laghi è il cuore dell'Africa, verde, fertile e ricco di minerali, e si dice che sia stato anche il luogo di nascita della spece umana. Quest'area è nota per la sua incomparabile fauna e vegetazione, per i suoi vulcani innevati e per i celebri parchi nazionali. Allo stesso tempo, è davvero il "cuore di tenebra" del nostro mondo. Le guerre civili che devastano questa regione - di gran lunga i conflitti più sanguinosi dai tempi della seconda guerra mondiale - si svolgono in una sorta di "limbo morale". Nel solo Congo le vittime di queste guerre sono pari a quelle dell'11 settembre a New York: solo che qui muoiono ogni giorno dell'anno. Quando non vengono completamente ignorate, queste guerre senza fine vengono al massimo definite "conflitti tribali", come quelli di Ruanda e Burundi. Le cause segrete di questi scontri sono - nella maggior parte dei casi - interesi imperialistici nel campo delle risorse naturali.



Nel cuore di tenebra.

Per girare l'incubo di Darwin abbiamo utilizzato una troupe minima: con me, solo il mio fedele compagno di avventure Sandor ed una piccola videocamera. Dovevamo restare molto vicino ai nostri "protagonisti" e seguire per lunghi periodi le loro vicende. Oggi sento che loro sono una parte fondamentale della mia vita. Quando ti trovi davanti a certi contrasti e contraddizioni, la realtà può diventare "eccessiva". In un certo senso era fin troppo facile riprendere immagini sconvolgenti, dal momento che stavo filmando una realtà di per se sconvolgente. Ma era anche facile finire nei guai. Girando in Tanzania non abbiamo mai potuto presentarci come una troupe regolare. Per poter volare sui cargo, abbiamo dovuto fingere di essere piloti o facchini e mostrare documenti falsi. In alcuni villaggi ci hanno scambiato per missionari mentre i manager delle industrie ittiche temevano che fossimo ispettori di igiene della Unione Europea. Abbiamo finto di essere uomini d'affari australiani nei bar degli hotel o semplici innocui escursionisti "che scattavano qualche fotografia" nella savana africana. Abbiamo sprecato un mucchi di tempo a rispondere alle domande di funzionari di polizia confusi e madidi di sudore, fermi presso posti di blocco o in prigioni locali. Una buona parte del budget delle riprese è stato sprecato in multe e bustarelle per tornare in libertà...
Per noi era divenuta una specie di deprimente routine, questo ritrovarsi nell'impossibilità di lavorare, seduti sotto il micidiale sole tropicale, circondati dalle lische di milioni di pesci del Nilo, cercando di non impazzire.



Solo i migliori sopravvivono?

Il vecchio interrogativo - su quale sia per il nostro mondo il miglior sistema politico e sociale - sembra aver trovato una risposta. Il capitalismo ha vinto. La forma definitiva delle società del futuro sembra essere quella della "democrazia dei consumatori", che viene considerata come "buona e civilizzata". Dal punto di vista darwiniano ha trionfato il "sistema buono", che ha vinto grazie alla capacità di convincere i suoi nemici oppure di eliminarli.
In L'incubo di Darwin ho cercato di trasformare la bizzarra storia del trionfo di una specie ittica e dell'effimero boom generato da questo pesce "adatto" in una allegoria ironica e terrificante di quello che viene chiamato il nuovo ordine mondiale. Avrei potuto fare lo stesso tipo di operazione in Sierra Leone, solo che al posto del pesce ci sarebbe stato un diamante, in Honduras una banana, mentre in Libia, Nigeria o Angola ci sarebbe stato il petrolio.
Immagino che la maggior parte di noi conosca i meccanismi di distruzione della nostra società, ma non riesca comunque ad immaginarli nella sua completezza.
Noi non riusciamo a farci un quadro completo, perchè in realtà non riusciamo a credere in quello di cui siamo a conoscenza.
Così, ad esempio, ci sembra incredibile che laddove venga scoperta una qualsiasi materia prima, la gente del posto in realtà viva in miseria, mentre i giovani si arruolano in qualche esercito o milizia, mentre le ragazze finiscono come cameriere o prostitute.
Mi fa star male dover continuare ad ascoltare e vedere le stesse storie che si ripetono incessantemente. Dopo centinaia di anni di schiavitù e di colonizzazione europea dell'Africa gli effetti della globalizzazione dei mercati sono l'ultima e più micidiale umiliazione inflitta alla popolazione di questo continente. L'atteggiamento arrogante dei paesi ricchi verso il terzo mondo (che comprende i 3/4 dell'umanità) sta creando pericoli incalcolabili per tutti i popoli.




23 novembre, 2006






Al peggio non c'è mai fine

Ave gaio visitatore

...”al peggio non c'è mai fine.” Il perché si vada a vedere sempre il peggio delle cose è piuttosto curioso. Ma quello che risulta ancora più curioso è il fatto che tendiamo, più o meno tutti, nella veste di critici o criticoni a tuffarci anima e corpo nella “monnezza” e quindi a dotarci di un orizzonte affastellato di oggetti da rigetto. Ma il porsi come traguardo delle proprie elucubrazioni mentali, gli “orizzonti monnezzari” del nostro tempo, non crea, a lungo andare, il rischio di trasporre ciò nella realtà stessa? Voglio dire che se ti butti in mezzo al mare l'elemento con cui avrai a che fare, almeno fino a quando non deciderai di raggiungere la terra ferma, sarà pur sempre l'acqua marina... Quindi, perché?

Io, o meglio il Moovida che è in Me, crediamo che ciò sia determinato: dalla facilità.
Facile è giudicare tutto ciò che è “ovvio”, tutto ciò che è frutto di ricerche minimaliste con l' ausilio di mezzi che ti offre il senso comune o la comune cultura, ma che altro non sono se non mezzi mediocri di approccio e che non possono che portare a mediocri risultati. Risultati che lasceranno come traguardo solo l'orizzonte di monnezza.

Se poi l'ovvio viene mascherato da luci e lustrini, attraverso interviste, recensioni, trasmissioni, allora l'ovvio diventa importante e conosciuto, o meglio, conoscibile costringendo i criticoni (critici faciloni) a ribadire ciò che gli viene “imposto”.

E perché allora non cominciare a pensare che “...al meglio non c'è mai fine!
Perché non ampliare l'orizzonte oltre la monnezza cominciando a vedere con i propri occhi, a sentire con le proprie orecchie, a gustare con il proprio palato. Vedere il mondo, gustare il mondo o sentirlo attraverso le recensioni, anche se di critici quotati, è come averne un'immagine distorta, passata e soprattutto di seconda mano. Inoltre ci allontana irrimediabilmente dai “meccanismi” e le ragioni per cui chi “fa”, fa ciò che “fa”.

Forse l'unico consiglio che il Moovida si sente di dare è quello di: fare, fare e poi ancora fare. Fate, sperimentate autonomamente, non lasciatevi illudere da questa cultura dell'attesa, dell'inoperatività in attesa di specializzazione. Molto speso infatti le, cosiddette, scuole di specializzazione altro non sono che anticamere del conformismo mediocrizzante. Le “regole”, infatti, servono solo a coloro che, al fine di poter continuare a guadagnare, cercano un sistema efficace per tener sotto controllo le individualità creative...

Comunque la vita diventa una figata se...”al meglio non c'è mai fine”.
Ave, gaio visitatore!

Mr. Boerna






Il momento “0” e' passato...

Sabato 25 novembre sulle frequenze “97.6” o “97.9” per Merano e “99.0”o”99.6” per Bolzano, stazione radio di Rai Tre, è stata trasmessa la:

NS. INTERVISTA RADIOFONICA
con il mitico: R. Giovanett
dalle 16.05 alle 17.00

Cercheremo di reperire la registrazione, visto che noi Moovida siamo stati troppo pirli per registrarla :)

20 novembre, 2006






Formattazioni(Moovida)

"Le macchine somigliano molto agli esseri umani...è per questo che anche loro possono sbagliare."


"Formattazioni" descrive il pericolo che si corre nel momento in cui il rapporto uomo-macchina perde il senso naturale delle cose: come dovrebbe essere il rapporto tra chi ha coscienza delle cose e l' "oggetto" che invece può essere solo "utilizzato." Il problema si rivela nella sua drammaticità nel momento in cui usiamo le macchine come tramite-confidente per intessere relazioni socio-sentimentale con altri esseri umani, trasfondendo in esse parte della nostra umanità. La cosa diventerebbe ridicola se poi si scoprisse che dietro questo , lento ed inconscio, processo di "disumanizzazione" ci fossero, nuovamente spaventosi, disincantati, interessi economici per il controllo delle ns. menti e coscienze. "Fidarsi è bene, non fidarsi è............."

Ascoltala

18 novembre, 2006






L'importanza di essere un Nacho Libre...

(o forse era l'importanza di avere la panza?)

Eccovi la genialita', immersa in un Messico dei luchador...
Ladies and gentlemen, Mr. Nacho Libre